March 27, 2026
La news di oggi, come tutti seguo il web e le novità, ho scoperto che qualcuno è curioso di sapere cosa facciamo al Galactica, quindi vi dirò come si svolgono le nostre sessioni di prove come registriamo e che strumentazione adoperiamo, ma soprattutto il nostro metodo di lavoro. Spero che questo vi faccia capire che cosa c'è dietro un nostro lavoro.
La strumentazione personale, partendo dai sinth che sono un po' quello che ci consente di avere un forte impatto sonoro pur essendo solo in tre e senza basso
Roland XR un modulo sonoro con suoni campionati di altissima qualità e un sintetizzatore digitale di difficile gestione ma che una volta settato ha una versatilità sia in studio che dal vivo assolutamente incredibile, una pulizia di suono che pochi hanno e una precisione assolutamente incredibile
Roland SH201 un sintetizzatore misto digitale analogico dotato di preset e memorie user, un pezzo da 90 gestibilissimo per i live e con la possibilità di lavorarci sopra come se fosse un sinth analogico nelle performance dal vivo
Behringer Neutron un sinth analogico semimodulare puro, niente preset bizzarro e imprevedibile (lo adoro) spesso difficile da domare ma tira fuori dei suoni pazzeschi una volta che lo capisci e che comprendi di che umore è quel giorno
Behringer umx610 serve a pilotare il fantom xr e a fare alcune regolazioni fini durante le performance live, precisa non eccezionale, ma ottima perchè leggera da trasportare e robusta
Yamaha psr 275 nulla di eccezionale la uso per il neutron ha una discreta dinamica e ci sono affezionato perchè è stata la mia primissima tastiera, comunque ha anche lei dei bei suoni
Yamaha DTXplorer batteria da studio buona qualità e suoni discreti e puliti ideale per le sessioni di registrazione in studio pilotata da Davide Vigo il metronomo umano
Ibanez Jem 777FP chitarra pazzesca usata con maestria dal buon Davide Scarpato, credo conosca quella chitarra come sè stesso e riesce a tirare fuori delle cose incredibili
Fender Strocaster 50° anniversary LEo Fender USA Standard una chitarra che non ha bisogno di presentazioni
Schecter DAMIEN PLATINUM-7-SBK appena arrivata nell'arsenale di Dave chitarra dalle sonorità profonde 7 corde
Mesa Boogie Triaxis anche qui credo non ci sia bisogno di presentazioni qualità eccelsa
Kemper profiler la bestia da palco con un suono divino
Pedale d'Esppressione Mission Engineering progettato espressamente per il Kemper
Lo Studio:
Mixer Behringer Xenyx2442 usb un mixer con bassissimo rumore e ottimi controlli
ADC SS315 Equalizzatore con analizzatore di spettro, il riferimento per gli audiofili
Sherwood AP7020 un pre di ottima qualità seppur datato, ma questo non ha importanza, i componenti vintage hanno una purezza di suono molte volte superiore a cose moderne
Technics A5 finale in pura classe A una bomba di potenza per l'HI-FI, una macchina incredibile di una fedeltà e di una purezza spaziale
WEB casse acustiche
Ciare casse acustiche
Elecrovoice Interface 200 casse acustiche al momento staccate in attesa di riconatura
Pioneer casse acustiche al momento staccate
Lenovo think centre M900 potenziato e dedicato, una macchina affidabile e robusta che gira con Zorin OS (Linux)
Ardour una DAW open source diventata uno standard a livello mondiale che gira su Linux, estremamente precisa e affidabile in grado di avere una risoluzione sonora altissima e latenze inesistenti, si parla di 8ms che non sono percepibili da nessu orecchio umano
Samplitude gira su windows una DAW ottima ma datata a oggi nettamente inferiore a DAW più moderne e performanti
Il metodo di incisione:
Naturalmente multitraccia con ingresso assolutamente analogico e nessun uso di plugin o compressioni della DAW secondo la filosofia nostra da sempre "quello che senti sul disco lo sentirai anche dal vivo", un modo di approcciare la registrazione a nostro avviso estremamente fedele, ciò che esce dagli strumenti è il suono vero e non frutto di manipolazioni, se è caldo è caldo se è acido è acido, tutto qui, i suoni vengono costruiti non resi belli da artifizi, sono quello che sono e sono frutto del nostro gusto e del nostro studio del suono, della ricerca di quella particolare sfumatura che troverai anche dal vivo e che non ti lascerà deluso per essere venuto a vederci.
E' un'approccio non convenzionale ma la musica di plastica non ci piace, siamo coscienti che la nostra musica è particolare e non è sicuramente per la massa o i numeri da grandi star, ma è una scelta, la nostra scelta di non piegarci a logiche che non si sposano con il nostro modo di fare musica, di non scendere a compromessi di mercato, tanto sappiamo benissimo che non ci camperemo e che non diventeremo ricchi, quindi facciamo come ci pare e se ti piace seguici altrimenti il mondo è grande e pieno di artisti che in un modo o in un'altro possono soddisfare quello cerchi.
Il metodo di lavoro:
Questa è un'altra cosa particolare, nel nostro caos creativo abbiamo un ordine di marcia preciso che a volte però rompiamo, nasce un'idea, ci giriamo intorno un po', proviamo a suonarla, ma soprattutto a capirla, perchè le cose non nascono sempre già finalizzate, a volte subiscono traformazioni sia musicali che di intenzione, osserviamo la prima bozza registrata e ci pensiamo, se ci convince la sviluppiamo altrimenti o la accantoniamo o la eliminiamo, ma, una volta deciso che ne vale la pena ci si lavora sodo, e solo a quel particolare pezzo, cio che è gia stato registrato in forma definitiva rimane scolpito come lo abbiamo deciso e in attesa, ci occupiamo quindi del materiale nuovo, lo sgrossiamo, lo adattiamo, lo raffiniamo fino a quando il suono non è quello che ci soddisfa tutti, poi si passa ad altro.
Quando avremo finito di mettere in piedi i pezzi di fenice, e stimo che siamo circa la 45% allora riprenderemo in mano ogni pezzo registrato in modo definitivo e lo impareremo da capo, perchè quando usciremo dobbiamo essere in grado di riprodurlo come è sul disco, ci saranno sicuramente delle piccole differenze e capiterà anche qualche errore ma fa tutto parte delo gioco, non siamo macchine e l'errore dal vivo ci sta come ci sta l'imprevisto, ma cercheremo comunque di fare il nostro meglio. Chiaramente in studio c'è la possibilità di correggere di dare forma, intenzione, colore a un passaggio o a un brano intero, dal vivo no, dal vivo devi essere preparato anche se quei pezzi li hai scritti tu, devi ricordare tutte le sequenze tutti passaggi tutti i colori che dai alle note, per questo dopo aver completato l'album avremo bisogno di tempo ulteriore prima di farci vedere fuori, sempre che naturalmente ci sia qualcuno disposto a cederci dello spazio per suonare. Perchè purtroppo la realtà italiana è questa, la mentalità dei locali è' solamente il cassetto e niente altro, noi siamo un soggetto a rischio e quindi gli spazi a nostra disposizione sono ancora più stretti, quindi vederci dal vivo è difficile proprio per queste ragioni. Del resto il mondo va per la sua strada, e noi per la nostra, ma a testa alta perchè sappiamo di aver fatto tutto il possibile per dare ai nostri ascoltatori il meglio di noi.
